• Antico Santuario della Madonna del Carmine - Santa Maria di Negrar

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  • Santuario di N.Signora di Lourdes (Lourdes - Francia)

  • Santuario di N.Signora di La Salette Fumane (VR)

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  • Santuario N. Signora di La Salette (Francia)

A  DUE  A  DUE… SULLE  STRADE  DELL’UOMO!

Luca evangelista ci racconta, insieme all’invio degli apostoli in missione, anche quello dei  “settantadue” discepoli. I numeri hanno un significato preciso nella simbolica ebraica. La cifra 72, come il gruppo dei discepoli inviati in missione da Gesù, esprimeva il numero dei popoli che a suo tempo abitavano la faccia della terra. La buona novella non esclude nessuno: è per tutti! Tutti i popoli sono chiamati a sedere al banchetto del Regno. I discepoli andranno poveri,  due a due, perché la testimonianza di uno trovi conferma in quella dell’altro e appoggiandosi ad un bastone nei momenti di stanchezza. “Non portate borsa né bisaccia, né sandali”. I discepoli sono chiamati a riprodurre il volto povero e libero di Gesù che li invia e che, quando è sera, accoglie l’ospitalità di chi gli apre una porta. “Non portate nulla perché tutto ciò che avete vi divide dall’altro” diceva don A. Santoro. I discepoli vivranno di pane condiviso. Loro approdo saranno le case della gente, dove la vita pulsa e rigenera altra vita. Grazie a loro la Parola arriverà dove la vita canta e piange. L’uomo non equivale a ciò che possiede, ma alla linfa che lo tiene desto. Pertanto, i primi testimoni saranno i martiri. Ed entrerà nel cuore umano senza fatica alcuna dato che nessuna terra è refrattaria al Vangelo.

Non salutate nessuno lungo la strada”. Il discepolo non dovrà attardarsi, né perdere tempo nei convenevoli e nelle formalità. Dovrà puntare dritto alla sostanza. La priorità della Buona Notizia da comunicare vale più del cerimoniale e delle buone maniere.  Il discepolo sa di non aver garantito il successo.  A lui è affidata la semina della Parola, nella quale si fa presente la potenza di Dio, che coinvolge e di fronte alla quale bisogna prendere posizione. La missione è una lotta contro il maligno: dove giunge la parola del discepolo Satana è costretto a rivelarsi. Il discepolo, dunque, non è solo un maestro, ma un testimone della verità, della libertà e dell’amore. La sua opera è ben diversa da quella del commesso viaggiatore. L’attività missionaria ha sempre incontrato difficoltà, freni e a volte anche il rifiuto. L’evangelizzatore sa che l’annuncio della buona novella richiede tempi lunghi e non va d’accordo con i compromessi e l’impazienza.

Il discepolo è consapevole di offrire un “prodotto” superiore e vincente. Come ricorda Luca, anche i demoni capitolano davanti alla potenza del Vangelo. Il missionario si dovrà rivestire di semplicità e sobrietà per non oscurare con la propria immagine il messaggio che proclama. A lui è affidato il compito d’indicare la strada, a Dio quello di illuminare il cuore.  L’annuncio della fede non è monopolio di qualcuno, ma è dimensione essenziale di ogni cristiano. La comunicazione del vangelo sarà tanto più efficace quanto più il discepolo saprà farsi infinitamente piccolo. Solo così, il suo annuncio sarà infinitamente grande. I discepoli non temono di essere presi di mira perché contestano un’esistenza fondata sul superfluo, sull’apparenza, sulla competizione e sul denaro. Un uomo non vale per la quantità delle cose che possiede, ma per quanto valgono i suoi ideali. Non vale neppure quanto vale la su intelligenza, ma quanto vale il suo cuore.