• Antico Santuario della Madonna del Carmine - Santa Maria di Negrar

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  • Santuario di N.Signora di Lourdes (Lourdes - Francia)

  • Santuario di N.Signora di La Salette Fumane (VR)

  • Santuario di N. Signora di Fatima (Fatima -Portogallo)

  • Santuario N. Signora di La Salette (Francia)

RueduBac1aPRONTI  ALL’INCONTRO  CON  IL SIGNORE…

Avvento: attesa di qualcosa o di Qualcuno?  Che senso ha attendere qualcuno che è già venuto? Si riprende da capo l’Anno liturgico. Sempre uguale, si pensa. La Parola di Dio sembra ripetersi. In realtà irrompe inedita, sorprendente, creativa; incrocia le speranze deboli e fragili dentro le fatiche quotidiane di ogni uomo. Ma c’è una scia luminosa della Parola, un po’ come la “strada piana” di Isaia, che attraversa i tortuosi e confusi sentieri del mondo. La Parola del Vangelo, oggi, in questo inizio del tempo di Avvento, non ha alcun segno di gioia. E’ un colpo d’occhio sulla fine dei tempi, verso la vetta più alta, il compimento della storia, per incoraggiare il passo giusto. Significa ridestare l’attesa del Signore con il cuore contemplativo di Maria, ma non meno, accogliere il messaggio severo del Battista che provoca il cambiamento della vita. E’ la certezza che l’esistenza non va verso il caos, un oceano di buio, ma verso un INCONTRO, che l’esistenza ha un significato che è liberazione; ha un progetto, condotto da colui che è chiamato “il forte”, “il potente”. Allora queste immagini non parlano di violenza, bensì di passione. La passione amorosa di Dio per noi, sue creature, genera il futuro. La tenerezza, il dono, l’emozione di sentire qualche volta la presa di Dio sulla nostra vita.

Oggi dunque, si apre un percorso, una strada appianata. C’è un messaggio serio, per non dire severo. Un occhio alla fine dei tempi. Ma, si sa, quando è in gioco questo evento, è inevitabile la domanda curiosa della gente, quella voglia morbosa di sapere. “Quando e come avverrà la fine del mondo?”. Sembra questo l’assillo principale degli stessi discepoli di Gesù. Al desiderio di sapere i tempi si accompagna l’opinione diffusa di un “ritorno imminente” del Signore, non senza una buona dose di panico nella stessa comunità credente. Ma poiché tarda a venire, in molta gente viene meno la “vigilanza”: si cede alla tentazione di una vita spensierata: “Mangiavano, bevevano, prendevano moglie o marito…”. Il mondo continua tra le sue luci e i suoi fasti. Qual è dunque la preoccupazione di Gesù nel suo discorso sulla fine? Tutto il vangelo di Matteo ha un grande filo conduttore: l’annuncio del Regno di Dio, la sua crescita come buon grano tra la zizzania del mondo, e, infine , il suo compimento.

C’è solo da mettere in conto una sapienza nuova della vita, come attesa e vigilia dell’incontro con il Signore.  E Gesù ricorre a due fatti per suggerire la vigilanza. Il primo è Noè dove le persone non si accorsero di nulla. Il dramma di quel fatto evoca un’esistenza noncurante di Dio, annebbiata dal vizio e dall’indifferenza. La spensieratezza svagata, dichiara Gesù ala gente, prepara la stessa fine. Urge allora vegliare, stare pronti. Ma Gesù cita anche la cronaca quotidiana, quella del ladro, la figura sinistra, che sguscia nel buio. C’è una sola difesa contro l’irruzione del rapinatore in casa: la vigilanza avveduta del padrone. Ecco dunque la vera sapienza, difronte al futuro ritorno del Signore: “Vigilate. State pronti!” L’imperativo è per la comunità credente. Il futuro decide il presente di ogni discepolo: la vigilanza deve farsi operosa nel servizio e nel saggio impiego dei talenti. Vigilare è prestare attenzione e prendersi cura. Come la mamma con il figlio ammalato, come il medico con il paziente, come il pastore con il suo gregge e la sentinella che veglia il sonno della città…Il futuro è soprattutto un incontro con il Figlio dell’uomo, con il Signore nella sua veste di giudice della storia e della vita.

Ogni mercoledì alle 20.30: Lectio Divina sul Vangelo della domenica

 Domenica 27 novembre, alla Santa Messa delle ore 11.00, presentazione dei cresimandi di terza media alla comunità.