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PASQUA:  LUI  VIVE  E  TI  VUOLE  VIVO!

La Pasqua ricorre sempre nel “cuore” della primavera, per l’esattezza ritorna sempre nella domenica dopo il primo novilunio di primavera e coincide con il tempo in cui la natura, dopo il sonno invernale, torna a vivere! Come la natura si risveglia e germoglia, per portare frutto a suo tempo, così anche noi siamo chiamati a risorgere insieme a Cristo, perché come scrive papa Francesco: “La risurrezione di Gesù, non è una cosa del passato; contiene una forza viva che continua a penetrare il mondo”. Il Vangelo ci ricorda che possiamo sperimentare la risurrezione se sappiamo correre, vedere e…credere! Innanzitutto correre: come Maria di Magdala che corre da Simon Pietro, innescando un’ altra corsa, quella del discepolo amato e di Pietro verso il sepolcro. Il Vangelo non parla non parla di un correre affannoso, per Giovanni correre significa ricominciare, cercare, non sentirsi arrivati… Perché se stiamo fermi, bloccati dalla paura o dalle nostre false convinzioni, non possiamo sperimentare il dinamismo della risurrezione.

Correre, ma anche vedere…e credere! O meglio, correre, per entrare e vedere, cioè cambiare prospettiva e cogliere il senso di quello che si vive. Giovanni nel Vangelo racconta di un vedere sempre più penetrante che permette di comprendere in profondità e di credere con gli occhi della…fede. Il rischio della nostra vita è quello di fare mille cose, ma senza vedere e cogliere il bandolo della nostra storia. Proprio correndo e vedendo in profondità cambieremo prospettiva e risorgeremo. Infatti, la risurrezione è cambiare modo di vedere le cose per riconoscere la vita che rinasce lì dove tutti gli altri vedono solo un sepolcro vuoto con dei teli e un sudario. Si risorge quando si cambia prospettiva e si coglie che il vero senso della vita non è l’apparire, l’esteriorità, le cose che possediamo; si risorge quando si scopre che il segreto della vita sta in un sepolcro, in una vita donata per amore e vissuta nella fedeltà alla propria coscienza e al bene comune fino alle estreme conseguenze.

Giovanni ci ricorda che si arriva a cambiare prospettiva e a risorgere quando non si corre da soli, ma insieme; si risorge quando si inizia a guardare con lo sguardo dell’altro. Giovanni non ci racconta di una corsa solitaria, ma della corsa di due uomini: uno giovane, che è più veloce e arriva per primo al sepolcro, e un adulto, più lento, che arriva dopo e viene aspettato. Risorgeremo come Chiesa se sapremo correre e aspettarci insieme, giovani e adulti. A noi adulti che siamo sempre pronti a criticare i giovani, il Vangelo ricorda che per risorgere dobbiamo anche noi metterci a correre insieme a loro: non possiamo stare fermi e pretendere di trovarci sulla loro lunghezza d’onda. La corsa indica che, in qualche modo, il loro amore per Gesù non è morto nel loro cuore, e che, Pietro, nonostante il tradimento continua ad avere attaccamento profondo a Gesù. Nel Vangelo di Giovanni le figure di Pietro e Giovanni sono anche simboliche: Pietro è figura della fede e Giovanni dell’amore. Noi abbiamo bisogno di entrambi, perché  “la fede ha le gambe, ma l’amore ha le ali”.

Carissimi, fare Pasqua è la carta d’identità del cristiano. Fare Pasqua significa entrare in una vita nuova, di grazia, di amicizia con il Signore; fare Pasqua significa voltare pagina per vivere una fede gioiosa e ricca di speranza. Non lasciamoci rubare la speranza…di un mondo nuovo. Auguri a tutti e a…ciascuno.

Cristo è risorto! E’ veramente risorto, Alleluia!

                                                                                                Padre Gottardo Gherardi, parroco