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  Giugno: il mese del Sacro Cuore di Gesù
(Testi da "Il grande Amico" di Don E. Bernardi, e dalla Miserentissimus Redemptor)         manoppello1a

"L' amore fu veramente, in Gesù, la passione predominante,
quella che comandava e dominava tutte le altre...."

Gesù ebbe una natura umana perfetta, completa sotto ogni aspetto... 
Egli univa a una vita organica vigorosa, una sensibilità squisita, una
intelligenza penetrante, una volontà potente e libera. 
Gesù amò con intensissimo amore
, tenero e veemente a un  tempo, 
ebbe nella sua grande anima le passioni più nobili nel grado più
elevato:
l'odio del male, lo sdegno per ogni bassezza, la gioia più viva
per ogni nostra vittoria sopra il nemico del bene, la compassione più
profonda per le nostre miserie materiali e  morali, il dolore più cocente per
i nostri peccati ". (Don Eugenio Bernardi, Il grande Amico, Trento)

Il Cuore tenero di Gesù

" Alla tomba di Lazzaro... Gesù pianse. ..Il Cuore tenero di Gesù si commuove.I nostri dolori, anche i piccoli dolori della vita umana, non lo lasciano indifferente. Egli li sente come suoi. Nel suo grande Cuore trovano eco simpatica tutte le nostre pene, i nostri disagi, le nostre tristezze e fino alle
piccole noie.
I discepoli di Gesù sono stanchi...e Lui  li invita a riposare:"Venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po"  (Mc 6,31).  "Figliolini miei, quant'è difficile che quelli che mettono la loro
fiducia nelle ricchezze entrino nel regno di Dio!" (Mc 10,24).
Il Signore chiama i suoi Apostoli "figliolini"...è un'espressione di affettuosa tenerezza: "non abbiate paura..., mio piccolo gregge..., figliolini..., amici miei..", sono accenti assolutamente umani di bontà, di una tenerezza sorridente e di una bontà
incoraggiante " (Don E. Bernardi).

Egli amò prima di tutto il Padre
"Il Padre sa che io lo amo e faccio quello che Egli mi ha comandato" (Gv 14,31)

Ma Gesù ama anche gli uomini.                                                                                                                                                 " L'amore di Gesù per gli uomini non è per se stante,  ma è lo stesso amore trascendente del Padre per Gesù e per gli uomini.

Sotto questo aspetto il Cuore di Gesù è cosa divina e diventa il simbolo dell'amore eterno di Dio per l'umanità" (Chollet). L'amore del divino Amico per gli uomini trova la sua misura ineffabile nell'amore stesso che Egli porta al  Padre "(Don. E. Bernardi)

Non c'è Amore più grande 

"Non c'è un amore più grande di quello di dare la vita per i  propri amici" (Gv 15,13). Gesù l'ha data. E insieme con la vita  ha dato tutto  quello che possedeva. Tutto.
Talvolta, alla vita sopravvive la fama, l'onore, la memoria, una larga  eredità di affetti. Il grande Amico ha sacrificato anche tutto questo.  Muore nel disonore, nell'infamia, nella dimenticanza, nell'indifferenza generale. "Egli t'ha dato tutto, non s'è riserbato nulla"

(S.Gregorio Nisseno).
"...tutto, le forze, la gioia, la pace, le sue povere vesti, la sua vita, il suo onore, la sua stessa Mamma: tutto Egli ha sacrificato per te ed è rimasto in un abbandono terrificante, per te... di più che poteva Egli fare?  No, non c'è amore più grande del suo ".  
(Don E. Bernardi, "Il Grande Amico", Trento 1961

Il Cuore che ha tanto amato gli uomini...
" Il 16 giugno 1675, apparendo a Santa Margherita Maria Alacoque ......Gesù pronunciò queste parole: [32].... « Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e li ha ricolmati di tutti i benefìci, ma in cambio del suo amore infinito, anziché trovare gratitudine, incontrò invece dimenticanza, indifferenza, oltraggi, e questi arrecatigli talora anche da anime a lui obbligate con il più stretto debito di speciale amore ».(Dall’Enciclica ”Miserentissimus Redemptor” PIO XI)

.Come si può consolare il Cuore di Gesù [35] ...Che se a causa anche dei nostri peccati futuri, ma previsti, l’anima di Gesù divenne triste sino alla morte, non è a dubitare che qualche conforto non abbia anche fin da allora provato per la previsione della nostra riparazione, quando a « lui apparve l’Angelo dal cielo » [36] per consolare il suo cuore oppresso dalla tristezza e dalle angosce. E così anche ora in modo mirabile ma vero, noi possiamo e dobbiamo consolare quel Cuore Sacratissimo che viene continuamente ferito dai peccati degli uomini ingrati....[37] (PIO XI, "Miserentissimus Redemptor") 
  Apri l'Enciclica Miserentissimus Redemptor  

 

 ATTO DI RIPARAZIONE AL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ

Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblìo, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati dinanzi ai tuoi altari intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore.

Ricordando però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che errando lontano dalla via della salute, o ricusano di seguire Te come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.

E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro Te e i tuoi Santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi ond’è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata.

Oh! potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi Ti presentiamo — accompagnandola con le espiazioni della Vergine Tua Madre, di tutti i Santi e delle anime pie — quella soddisfazione che Tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica specialmente della carità, e d’impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di Te, e di attrarre quanti più potremo al tuo sèguito. Accogli, Te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua ubbidienza e nel tuo servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Così sia.  (PIO XI,  Enciclica "Miserentissimus Redemptor")