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LA  MESSE  E’  MOLTA…

“Gesù percorreva le città e i villaggi insegnando e predicando il regno di Dio attraverso parole e segni. Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “la messe è molta” (Mt 9.37). Nei campi era ormai tempo di mietitura: il grano aveva il colore del pane…Ma Gesù vede altro: guarda e vede che ogni cuore di uomo è una zolla di terra ancora adatta a dare vita ai suoi semi divini che in noi crescono, dolcemente e tenacemente, come il grano che matura nel sole. E ha un sogno: svelare ad ogni uomo il tesoro nascosto nel campo, far scoprire ad ogni persona la propria dignità, il proprio carisma da mettere a servizio del Regno, manifestarsi a ognuno come il Dio della misericordia e della consolazione. Ma non vuole salvare il mondo senza di noi, non ci tratta come burattini, vuole, desidera, chiede agli apostoli, a noi, di diventare discepoli, narratori di Dio. Senza fanatismi, senza scorciatoie o nostalgie, ricercando una piena e matura umanità, il Signore ci chiede di costruire la Chiesa con Lui. Ogni uomo, in ogni parte del mondo, è messe matura, per diventare pane di Dio, per diventare figlio di Dio.

Queste parole di Gesù ci interpellano direttamente e profondamente. Ognuno di noi è stato indicato dal Signore Gesù, indicato con il dito, con predilezione, ed è stato designato da lui come discepolo ed è stato inviato come apostolo. Siamo in Lui, inseparabilmente discepoli e apostoli. Discepoli, perché chiamati a seguire Gesù da vicino, non come persone della folla, ma a seguirlo in un rapporto personale sempre più intimo e profondo con la sua grazia, perché siamo chiamati a innamorarci ogni giorno di più di Lui. E siamo costituiti insieme apostoli, inviati dal Signore Gesù, per annunciare la bellezza e la ricchezza del grande dono dell’amore ricevuto da Dio. “Ogni cristiano, ci ricorda papa Francesco nella Evangelii gaudium, è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù; non diciamo più che siamo discepoli e missionari, ma che siamo sempre discepoli-missionari”.

 Molti cristiani ritengono ancora che la missio ad gentes sia una vocazione riservata a pochi uomini e donne. E invece la missione rinnova la Chiesa, rinvigorisce la fede e l’identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola! L’ottobre missionario con il suo invito alla riflessione, alla preghiera ,al gesto fraterno della condivisione è occasione perché le nostre comunità, fedeli alla logica della missione, si pongano alla ricerca di esempi concreti, di gesti significativi, di fatti emblematici, che ne scuotano il grigiore e l’affanno, e le rendano sbilanciate verso la ricerca e l’ascolto dei lontani e dei non credenti; comunità attente a suscitare e a coltivare le grandi vocazioni cristiane, preparate a testimoniare la fede nell’immenso campo del mondo. Segni di quella Chiesa in uscita missionaria” che annuncia gioiosamente che la salvezza realizzata da Dio è per tutti.